martedì 25 ottobre 2011

una colazione solitaria





L'altra mattina ho potuto avere un poco di tempo per me; semplicemente a causa di una certa insonnia che ogni tanto mi prende e che mi porta ad alzarmi un po' troppo presto e a decidere che non vale la pena rimettermi a letto e provare a dormire ancora qualche ora.

Così, ho aspettato che facesse luce, guardando il cielo di tanto in tanto, e mentre il cielo si rischiarava leggevo un libro e guardavo le mie stoffe, un po' indecisa sul da farsi e sempre in silenzio, naturalmente, per non disturbare il resto della famiglia.

Poi mi sono decisa, e ho optato per la sbucciatura delle castagne (che avevo cotto la sera prima): cosa assai noiosa, ma così noiosa che solo il senso del dovere riesce a convincermi ogni anno che, una volta bollite, occorre sbucciarle e farci qualcosa.




E così ho iniziato, ma dopo una ventina di castagne, forse una trentina, mi sono fermata. Era chiaro intorno a me e così ho deciso che era ora di prepararmi la colazione.

E colazione è stata! Con yogurth magro, composta di mirtilli, castagne. Niente caffè per una volta.
Buona da leccarsi i baffi, un po' inconsueta dato l'orario e gli ingredienti, ma gustata con un ritmo lento, come ogni tanto (o forse sempre...) bisognerebbe fare.

1 commenti:

Ellemme ha detto...

Mi piace questo tuo racconto di un momento del tuo quotidiano.. Già, sbuciare le castagne ne farei a meno pure io! (Un po' come sbuciare le mele cotogne ancora crude.. ) pero', certo bisogna pure farlo..
Almeno quelle te le sei gustate subito! :)